Nella splendida cornice del nuovo impianto Traffic di Roma, sabato 28 maggio assistiamo finalmente ad uno dei match più attesi della stagione: tornano in campo i Giuda supportati dagli Steaknives. Clima ideale per il gioco del calcio, affluenza ottima per questo appuntamento in notturna (nonostante la finale di champions league). Appena dopo il feedback di inizio gli Steaknives partono alla grande, come sempre ben messi sul palco, alzano subito i ritmi di gioco. Il calore degli spalti si fa sentire, e la folla inizia a intonare cori come Radical Shit (guardatevi il video!) e Feel like a Dog.
Rapidi scambi di cassa/rullante e precisi fraseggi di chitarra proiettano la squadra sempre in avanti, dove il carismatico leader Enrico si esalta in fase di finalizzazione. Ritmi sempre alti e gioco aggressivo: in queste occasioni certe squadre non devono deludere, e gli Steaknives hanno lasciano il rettangolo di gioco tra meritati applausi.
Arrivano i Giuda e la folla è in visibilio. La classe è subito evidente: nessuna sbavatura, giocano a memoria. Ognuno fa la sua parte con autorevolezza e presenza scenica notevole, una manovra corale che risulta in un sound estremamente compatto e incisivo. Ritmi rock si mischiano a ritmi da stadio, un Tenda particolarmente tonico in casacca rossa domina la scena come sempre, una scaletta piena del loro nuovo LP Racey Roller (consigliatissimo) e i Giuda arrivano ad incendiare letteralmente la folla quando eseguono Get it Over, primo singolo estratto da Racey Roller: un Lorenzo scatenato sulla destra intona poche note, quelle giuste, e il pubblico lo segue su un ritmo quasi shuffle.
Tarea e Valerii impeccabili in fase difensiva sembrano una cosa sola, sulla fascia sinistra Malagnini è sempre attento e confeziona precisi assist melodico/ritmici con influenze alla Chuck Berry. Moretti invece alterna fasi di contenimento a proiezioni verticali sul microfono, i compagni lo cercano: è quasi un secondo allenatore in campo. L’eccessivo agonismo lo porta quasi all’espulsione quando, recriminando un comportamento scorretto della cassa spia, si rende protagonista di numerose proteste all’indirizzo dell’arbitro. Tutto regolare dunque, si continua: Tenda risponde bene ad un’invasione di palco e si getta a sua volta tra i tifosi, dopo una serie di finte schizzando acqua sulla folla, mette in atto uno schema ben congegnato e riempe di palloni il pubblico, è evidentemente il momento di Number Ten, prossimo singolo nonchè a mio avviso un vero pezzone (e non solo perchè parla del Capitano).
I minuti scorrono veloci, ancora qualche pezzo ed arriva lo scadere del tempo. Ma non basta, il pubblico reclama il bis, e si va ai supplementari: Here Comes Saturday Night e Roll On per chiudere in avanti.
Senza eccessive accelerazioni, e senza perdersi in troppe azioni individuali, i Giuda fanno tutto bene con naturalezza. Controllano il ritmo dall’inizio alla fine: sono dei fuoriclasse e fanno sembrare tutto facile.
Ox.
[tnx a Lavi e Giulia per le foto!]




