Mega – May the Force be with you – Recensione

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Mega - May the Force be with youCon estrema gioia del mio cuor mi accingo a recensire il disco dei MEGA. Prima cosa c’è una cosa fica in questo disco e cioè: si scarica. Io ci sono capitato per caso sul link, con un bicchiere di vino in mano sul caro Facebook… il mio indice destro applica automaticamente delle pressione sul mouse quando vede scritto cute lesbian college girls e/o Jedi Knight.

Detto questo sono passato direttamente all’ascolto che mi ha lasciato super “mega” soddisfatto! Era da Bad Juju dei Manges che non sentivo qualcosa di così piacevolmente ramonsiano scorreggiarere negli orefizzi delle mie orecchie. I Mega non compiono nessun miracolo, fanno
semplicemente quello che fanno tutti gli altri ma meglio. Canzoni corte quanto basta, metriche piacevoli e mai scontate, non si crostificano sui classici riff alla Ramones, trasmettendo cmq il loro amore assoluto per i fratellini, strizzano l’occhio a sonorità più 90’ e infarinano il tutto a manciate di power-pop. Questo album si infila nel cervello peggio di… lasciamo stare la metafora di pinocchio invasellinato e il culo della povera balena, ecco l’ho detta.

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The Peawees – Leave it Behind – Review

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Peawees - Leave it Behind

A distanza di 4 anni dall’ultimo lavoro “Walking the Walk“, tornano i Peawees, incontrastati portabandiera dell’italico punkrock/rocknroll.

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The Peawees – Where People Smile – Review

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The Peawees - Where People SmilePrimo LP degli spezzini, uscito per Panic Records nel 1995.

Lineup a tre: Hervé Peroncini (ex Manges) chitarra e voce, bassista Riccardo “Lalo” la Lomia, e Livio Montarese alla batteria (questi ultimi entrambi provenienti dai Nukes).

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Blink 182 – Neighborhoods – Review

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Blink 182 NeighborhoodsNel 2005 dopo… bla bla bla… e finalmente dopo aver ascoltato NEIGHBORHOODS posso dire cosa ne penso. Per me i Blink rimarranno sempre quelli di Buddha, Dude Ranch, Enema e su questo non ci piove. Nel disco nuovo purtroppo nessuno dei vecchi fan troverà pane per i suo dentini ormai vecchi e ingialliti da nicotina e caffè. Certamente non mancano delle belle idee e quel senso di melodia caratteristico del trio Californiano, ma la ricerca del suono, il pretendere troppo e il volere “forzatamente” maturare musicalmente non li ha portati da nessuna parte. Chi come me adora il vecchio repertorio, troverà il disco piacevole ma sarà continuamente alla ricerca della traccia successiva sperando che succeda qualcosa, anzi sperando che ci sia un pezzo veramente uguale a quelli vecchi. Grazie al cielo non tutto è da buttare, il primo pezzo: “Ghost on the dance floor” anche se un po’ riciclato è fichissimo, Heart’s all gone ha quel sapore di ’98 e nell’ultimo pezzo “Even if she falls” i Blink riescono per l’ennesima volta nella magia di incastrarti un ritornello nelle tempie all’infinito. Nota dolentissima : “Fighting the gravity” è la più brutta canzone della storia della musica, abbassando notevolmente il livello dell’intero disco. Per farla breve, il disco è bruttarello ma a tra un synth e un effetto di troppo lascia intendere che i tre 40’enni qualche volta le mutande scordano ancora di mettersele.

Tracklist:

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